C’è un’accesa polemica sulle consulenti del sonno/tate del sonno se siano davvero utili o una spesa inutile, le ho sentite chiamare truffatrici, professioniste salvavita e chi più ne ha più ne metta; in questo articolo cercheremo un po’ di districarci tra le varie proposte del mercato e di capire se e chi fa al caso vostro per evitare un’inutile spreco di soldi e soprattutto i conseguenti danni nella relazione mamma/bambino e sugli equilibri famigliari.

 

1.

Sostanzialmente le consulenti del sonno si suddividono in due macro categorie: professioniste laureate in settori educativi come ad esempio scienze dell’educazione, psicologia o pedagogia che nell’esercizio della professione si sono specializzate nel sonno dei neonati e bambini il loro esercizio è normato e tutelato da un albo professionale.

Ad esempio il mio albo è T.S.R.M. e P.S.T.R.P. ovvero Fondazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, essendo io un’educatrice professionale che si occupa di prevenzione e riabilitazione della salute mentale e del benessere emotivo delle neo mamme e delle famiglie.

Queste professioniste di solito abbracciano un approccio tutto tondo atto a valutare il benessere del bambino, della mamma e di tutta la famiglia; attuano percorsi personalizzati fatti su misura delle esigenze famigliari e introducendo i cambiamenti con gradualità e cercando di empatizzare con la mamma senza giudicarla e supportandola a ricreare l’armonia e la sinergia famigliare perduta.

 

2.

L’altra macro categoria invece sono le consulenti del sonno che hanno fatto un corso sul sonno del neonato, generalmente che durano meno di un anno, in cui hanno appreso delle tecniche pratiche per migliorare il sonno del bambino, senza avere un know how sull’aspetto relazionale, emotivo ed educativo della diade mamma/bambino.

Oltre ai titoli di base naturalmente fa la differenza anche l’esperienza lavorativa che la consulente ha maturato, man mano lavorando con le famiglie si acquisiscono sempre skills maggiori su come impostare una comunicazione efficace, su come porsi per non essere invadente e giudicante ma rispettosa nei confronti degli equilibri famigliari.

Un’altra componente importante nella scelta della consulente del sonno è sicuramente l’affinità personale, ci possono essere consulenti bravissime ma non adatte a tutti gli stili genitoriali e questo è normale non si può piacere a tutti, bisogna crearsi un proprio stile educativo e lavorare con le persone che sono in affinità con esso.

 

3.

Una volta definito il tipo di consulente sonno che fa più al caso nostro e della nostra famiglia dobbiamo anche capire se è il caso di investire questa cifra nel percorso proposto dalla professionista oppure possiamo farne a meno.

Qui si sentono mille pareri discordanti: amiche mamme che l’hanno già provate e pensano siano i soldi meglio investiti della loro vita, parenti che dicono ma lascialo piangere e impara a dormire da solo, altri ancora che le chiamano truffatrici e sostengono che i risvegli nel neonato sono fisiologici.

Tutto vero però ognuno deve guardare alle esigenze e necessità della propria famiglia, solo noi sappiamo il nostro grado di fatica e cosa è meglio per i nostri figli; certo i risvegli del neonato sono fisiologici (in una certa misura mi viene da dire) ed è importante preservare l’allattamento al seno, ma anche la qualità del riposo della mamma è fondamentale per prevenire incidenti domestici.

 

4.

Io negli anni della mia professionalità ho imparato ad avere fiducia nei genitori che mi contattano, perchè nessuno sa meglio di loro qual’è la decisione migliore per la famiglia e prima di intraprendere  un percorso del genere bisogna esserne convinti al 100%.

Anche io come mamma ho chiamato una consulente del sonno con metodo senza lacrime, quando la mia prima figlia era neonata; da quell’esperienza traumatica ho imparato come recuperare la relazione con mia figlia, poi mi sono formata e ho fatto ricerche per diventare a mia volta consulente del sonno e supportare VERAMENTE le mamme in una fase così critica, con un approccio totalmente diverso che guardasse il sonno in un aspetto olistico non solo di routine e tecniche di addormentamento.